Progettare pagine web efficaci richiede tempo, lavoro e pazienza. Ma soprattutto empatia, comprensione verso l’utente medio. Perché lui non naviga a velocità di crociera, ma sfreccia sulla rete come un motoscafo col motore a mille. L’utente medio non ha tempo da perdere dentro un sito internet, preferisce perdersi nella rete. Non legge le pagine web, le scorre. Per tale motivo, la qualità principale di un sito web non è la bellezza bensì l’usabilità. Ciò significa che un buon sito internet deve essere innanzitutto facile da usare: chi ci entra deve poter trovare ciò che cerca, in modo facile e veloce. Quando creiamo un sito web ricordiamoci che l’utente è pigro, non vuole pensare e non ha tempo da perdere. Se l’utente si sentirà disorientato e non riuscirà a trovare ciò che cerca, abbandonerà immediatamente il nostro sito web.

Nel suo libro “Don’t Make Me Think” Steve Krug elenca cinque basilari regole dell’usabilità della rete. Per costruire delle pagine web efficaci è necessario:

  • Creare una gerarchia visiva nelle pagine
  • Sfruttare gli standard e le convenzioni
  • Scomporre le pagine in aree definite
  • Rendere ovvio ciò che è cliccabile

Minimizzare il “rumore” ossia offrire all’utente una navigazione semplice, evitando informazioni ridondanti o scelte grafiche complesse.

Per anni la progettazione dei siti internet si è affidata all’intuito, senza studiare minuziosamente le caratteristiche delle pagine web. Recentemente, grazie alle nuove frontiere delle ricerche sull’usabilità web, nella progettazione delle pagine internet, ci si affida all’eyetracking (in italiano oculometria o monitoraggio oculare). L’eyetracking è un metodo di ricerca che si basa sulla misurazione del movimento oculare rispetto alla testa e parte dal presupposto che l’occhio si sofferma solo su una ristretta porzione di realtà, trascurando tutto il resto. L’eyetracking viene utilizzato in diverse discipline, per esempio in psicologia, nelle scienze anatomiche e anche nella progettazione di prodotti commerciali.

Nel 2006, il ricercatore Jakob Nielsen analizzò il comportamento degli utenti sul web sfruttando le conoscenze messe a disposizione dall’eyetracking. Scoprì che l’attenzione degli utenti che guardano per la prima volta una pagina web tende a cambiare, il loro sguardo si muove sulla pagina disegnando un percorso visivo simile ad una F: tracciando con lo sguardo due linee orizzontali e una verticale.

  • Inizialmente l’utente legge i contenuti presenti nella linea orizzontale posizionata nella parte superiore della pagina, dove vengono collocati principalmente il logo dell’azienda o il titolo della pagina e il menù principale.
  •  In un secondo momento, scorre con lo sguardo la porzione di spazio successiva, percorrendo un’altra linea orizzontale più corta.
  • Infine, cerca di dare uno sguardo generale tramite un movimento verticale degli occhi, che scansiona i contenuti cercando ulteriori informazioni preziose.

Tale ricerca dura pochi secondi, a volte neanche un minuto se non si trovano le informazioni desiderate. Perciò diventa importante posizionare in modo strategico le informazioni all’interno della pagina web: gli utenti non leggono un testo interamente, perciò bisogna inserire le informazioni più importanti nei primi due paragrafi della pagina, è consigliabile iniziare un nuovo paragrafo con un titolo in cui siano inserite le parole chiave, in modo che l’utente sappia già le informazioni che andrà a leggere.

L’eyetracking si è dimostrato un forte alleato per migliorare l’usabilità dei siti web.