Immagine nella pubblicità

Immagine e pubblicità | Il potere dell’immagine nella pubblicità

Immagine e pubblicità: amore a prima vista

Così come l’innamoramento è preceduto dal colpo di fulmine, l’acquisto del prodotto passa per il messaggio pubblicitario, più precisamente per l’immagine che lo veicola e tra l’unione di immagine e pubblicità. Il protagonista resta sempre lui, lo sguardo, che si posa su tutto, ma sosta su ciò che maggiormente lo colpisce. Così, l’immagine pubblicitaria rappresenta la porta d’ingresso verso il consumatore, il primo legame con la marca. Nella creazione dell’immagine pubblicitaria ci si dovrebbe strettamente attenere ai principi fondamentali del messaggio pubblicitario, conosciuti con l’acronimo AIDA (attenzione, interesse, desiderio, azione). L’immagine pubblicitaria deve catturare l’attenzione nel consumatore in maniera immediata, mantenendo un interesse nel tempo. Tutti gli elementi del testo pubblicitario hanno un obiettivo comune: accendere il desiderio di acquisto nel consumatore, per poi farlo passare all’azione, comprando il prodotto in promozione.

Nell’ideazione dell’immagine che accompagna il testo pubblicitario ogni elemento deve essere studiato nei minimi dettagli, deve richiamare l’identità del prodotto, essere capace di imprimersi nella memoria del potenziale cliente. Anche il contesto in cui l’immagine viene inserita deve essere adatto. Greimas, padre della semiotica, sottolineava come la cultura, mischiata all’esperienza, sia fondamentale nell’interpretazione di un testo visivo. Il modo in cui immagine e la pubblicità agiscono dipende strettamente dal contesto culturale.  La coerenza tra il verbale e il visivo si ottiene lavorando su diversi livelli: l’organizzazione spaziale, quella cromatica e dei chiaroscuri, l’interazione delle figure tra loro, la decisione di utilizzare determinati tipi di illustrazione, dalle fotografie ai disegni e il canale utilizzato per la trasmissione. L’immagine di un banner avrà caratteristiche diverse rispetto a quella presentata su un volantino o trasmessa alla tv. Per tale motivo, lo stesso prodotto può essere pubblicizzato utilizzando in maniera differente la stessa immagine.

Per capire quanto l’immagine e pubblicità abbiano legami importanti nella promozione di un prodotto soffermiamoci sulla pubblicità del Dermablend, un fondotinta correttore prodotto dall’azienda di cosmetica Vichy. Per promuovere il prodotto, la Vichy ha scelto un testimonial che dalla sua immagine ha creato un business, nel senso più ampio del termine.

Immagine e pubblicità funzionano?

Rick Genest, soprannominato Zombie Boy, è famoso per il suo corpo ricoperto di tatuaggi che lo fanno assomigliare ad un cadavere, caratteristica che gli ha offerto diverse opportunità, tra cui una collaborazione con Lady Gaga. Il suo corpo è protagonista nella campagna marketing “Dermablend: Go Beyond the Cover”, dove il significato della parola “cover” viene stravolto. Come sarebbe Rick Genest senza tatuaggi? Per scoprire il suo aspetto reale è necessario un fondotinta che lo copra. Le immagini presenti nei banner ce lo mostrano con i tatuaggi, è necessario cliccare e accedere al sito per scoprire i “miracoli” del Dermablend, vederlo senza nessun segno sul corpo, irriconoscibile. Chi è allora il vero Rick Genest? Cosa è realmente una “cover”? La vera rivelazione è operata nello spot: all’inizio appare senza tatuaggi, ossia come sarebbe Rick Genest se non ci fosse Zombie Boy. Ma gradualmente, viene ripulito e i tatuaggi rivelano la sua vera natura, la sua reale identità, il suo essere Zombie Boy. La campagna ha utilizzato in maniera funzionale l’immagine di Rick Genest, operando efficacemente su diversi canali. Ma ci lascia un dubbio: chi non conosce Zombie Boy o non ne è attratto, avrebbe cliccato sul banner web?

 

 

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